
L’industria dei videogiochi ha paura dell’AI (ma forse non per i motivi che dice)
L’AI cambia gli equilibri. La domanda è chi potrà creare, e a quali condizioni.
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L’AI cambia gli equilibri. La domanda è chi potrà creare, e a quali condizioni.

Quando mi sono seduto a vedere Avatar: La via dell’acqua, qualche anno fa, avevo un dubbio gigantesco: possibile che uno riesca davvero a far valere tredici anni di attesa?

Terminator 2D: No Fate è un gioco che sa esattamente cosa vuole essere. Vuole riportarti negli anni ’90 e farti vivere il gioco che avremmo voluto allora.

Beyond è diviso tra ciò che sa fare benissimo e ciò che prova a fare per la prima volta, con risultati alterni.

Unbeatable è uno di quei giochi che fanno più rumore per quello che vorrebbero essere che per quello che sono davvero.

Il mondo costruito attorno all’idea di un’umanità che ha rinunciato al sonno è ricco, disturbante, coerente.

Io non voglio tornare a quei pomeriggi, né rifare quelle discussioni infinite. Ma voglio ricordarmi perché mi importava così tanto.

Grande, potente, longeva. Ma le specifiche non bastano a rispondere alla domanda più importante.

Dispatch centra l’obiettivo: anche senza rivoluzioni narrative, l’epilogo restituisce la sensazione di aver seguito la tua versione della storia.